Gloria Radulescu: «L’aria di Roma risveglia la mia asma»

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Una fame d’aria. È questa la sensazione che avverto ogni volta che mi trovo in un posto dove il livello di inquinamento sale esageratamente. È la conseguenza di una grave forma d’asma di cui ho sofferto da bambina.

Le prime crisi da bambina

Avevo soltanto due anni e mezzo quando ho avuto la prima crisi respiratoria, a cui ne sono seguite diverse altre. Ovviamente ero troppo piccola per ricordarmi quanto esattamente mi accadeva durante quegli episodi, ma mi bastano i racconti di mia mamma per farmi venire i brividi: improvvisamente iniziavo a respirare faticosamente fino a diventare gonfia e cianotica. Una volta soltanto il precipitarsi al pronto soccorso in ambulanza ha evitato il peggio. Ero costretta ad andare sempre in giro con la mascherina, mentre nella borsa della mamma non mancavano mai le bombolette d’ossigeno, a cui, durante le crisi, dovevo inevitabilmente ricorrere. Le analisi e gli accertamenti a cui mi sono sottoposta non hanno lasciato dubbi: si trattava di vera e propria asma aggravata dallo smog e, considerato che abitavo a Roma, era impossibile sottrarsi all’aria inquinata.

Cosa hanno suggerito i medici

I medici, quindi, hanno dato alla mia famiglia l’unico consiglio possibile per preservare la mia salute: lasciare la metropoli e traslocare in un posto più salubre. Un paio d’anni dopo ci siamo trasferiti a Corato, una piccola località in provincia di Bari a una decina di chilometri dal mare e circondata dalle campagne, dove vivevano i miei zii. E in Puglia, dove sono rimasta fino alla fine dell’adolescenza, pare essersi compiuto un prodigio. Trascorrevo le giornate in mezzo alla natura, correvo a piedi scalzi nella terra, mi arrampicavo sugli alberi e facevo lunghe nuotate, respirando sempre e solo aria pulita: non ho mai più avuto una crisi respiratoria.

Una volta tornata a Roma, il problema si è ripresentato

Dopo essermi diplomata al liceo artistico, a 21 anni sono tornata a Roma per frequentare il Centro sperimentale di cinematografia. Molto probabilmente, tutti quegli anni di salubrità mi hanno giovato profondamente, perché episodi seri come quelli vissuti da bambina non si sono mai più ripresentati: niente più mascherine, bombolette d’ossigeno e cianosi. Ma era la primavera di tre anni fa quando un giorno, inaspettatamente, mentre camminavo per le strade del centro, ho avvertito come una morsa alla gola e delle fitte al petto, e una spaventosa sensazione di chiusura dei bronchi e dei polmoni che mi faceva mancare l’aria. Sono stata assalita dal panico: mi ero quasi dimenticata di quel problema, e mai più mi sarei aspettata che si ripresentasse. Mi sono precipitata in farmacia a comprare delle pastiglie di cortisone, che al momento hanno calmato quei sintomi, e il giorno dopo ho consultato un medico, che mi ha prescritto una vera e propria cura, sempre di cortisone. È stata l’unica volta in cui ne ho avuto bisogno, per fortuna. Perché da allora in poi, grazie a mia madre, ho imparato a gestire l’emergenza ogni volta che si ripresenta, tanto più che accade ormai raramente e soltanto quando il tasso di smog si alza particolarmente, l’aria è molto congestionata e il traffico alle stelle: mi fermo, mi siedo dovunque capiti, anche per terra se non c’è altra possibilità, guardo un punto fisso e respiro profondamente, lasciando spazio solo a pensieri positivi.

Faccio gli esami di routine

E a poco a poco ritrovo la calma e il disturbo passa, senza medici né farmaci. L’ultima volta mi è successo l’anno scorso a Bruxelles, dove ero andata a trovare la mia migliore amica: avevo appena raggiunto il centro quando, ancora in auto con i finestrini chiusi, ho iniziato a respirare faticosamente con la sensazione di soffocare. Poi, tornata immediatamente nella sua casa nel verde, è passato tutto. Adesso l’asma è sotto controllo, anche perché sono molto attenta alla mia salute in generale, e mi tengo costantemente monitorata facendo tutti gli esami di routine. Però nella mia borsa, oltre agli integratori naturali di vitamine, non manca mai un blando cortisonico per eventuali emergenze. Non l’ho mai più preso, ma la precauzione, si sa, non è mai troppa.

 

Gloria Radulescu (testimonianza raccolta da Grazia Garlando)

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