11enne con tumore al cervello non operabile guarisce completamente. La famiglia grida al miracolo

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Un cancro raro e non operabile, scomparso misteriosamente senza che gli oncologi che l’avevano in cura sappiano spiegare cosa sia successo. Sta facendo il giro del mondo la vicenda di Roxli, ragazzina texana, la cui diagnosi era stata confermata da cinque differenti ospedali.

Dopo tre mesi di radioterapia, i medici l’hanno sottoposta a una risonanza magnetica per vedere i progressi della malattia, ma con enorme sorpresa non c’era più traccia del tumore. Roxli, che conviveva con terribili emicranie e un calo significativo della vista, sta bene ed è già tornata alla sua vita normale, compresa l’equitazione, che è la sua grande passione.

La vicenda di Roxli

All’inizio di giugno la ragazzina ha cominciato ad avere continui mal di testa, accompagnati da una stanchezza sfiancante.
Dopo numerose visite, è arrivata al Dell Children’s Hospital di Austin dove le è stato diagnosticato il DIPG. Successivamente è stata visitata al Dana-Farber Cancer Institute di Boston, al Johns Hopkins Children’s Center di Baltimora e alla University of Texas MD Anderson Cancer Center di Houston. Tutti i neurologi e gli oncologi hanno confermato la presenza del cancro al cervello.

Il Dipg

Questa forma rara colpisce in genere i bambini tra i 5 e i 9 anni. Si sviluppa all’altezza del tronco cerebrale che collega il cervello vero e proprio alla spina dorsale. Le cause sono sconosciute. Spinge sul ponte di Varolio che è una parte del tronco cerebrale che è responsabile di diverse importanti funzioni, come la respirazione, la deglutizione, il riposo e la pressione sanguigna. La maggior parte dei pazienti sopravvive per appena nove mesi dalla prima diagnosi.

I sintomi

I primi sintomi sono difficoltà di vista, debolezza dei muscoli del viso, difficoltà a camminare, problemi di coordinazione.

La cura di Roxli

La ragazzina texana è stata sottoposta a radioterapia sei giorni alla settimana per sei settimane. La radioterapia riesce a ridurre il tumore nel 70% dei casi, allungando però la vita dei pazienti di appena tre mesi.

Il 7 settembre Roxli è stata sottoposta a una risonanza magnetica e tre giorni dopo ha saputo gli esiti: nessuna traccia di Dipg.

Cosa può essere successo?

Si sono già verificati in passato casi di regressione completa di tumori, senza che si siano compresi i meccanismi che hanno portato alla guarigione.

Una ragione potrebbe essere rinvenuta nella risposta immunitaria che il corpo della bambina ha scatenato contro il tumore. In pratica quello che avviene con l’immunoterapia.

 

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