Cinque buone ragioni per vedere Sanremo 2019

Claudio Baglioni

Claudio Baglioni, Virginia Raffaele, Claudio Bisio (Soevermedia)

Il 5 febbraio si aprirà il sipario dello storico Teatro Ariston di Sanremo per la 69esima edizione del Festival della Canzone Italiana. Un’edizione a tratti rinnovata quella targata 2019, che dimostra di possedere già tutte le carte in regola per richiamare l’attenzione non soltanto di quel pubblico di musicofili disincantati di fronte allo stereotipato e un po’ anacronistico stile delle più recenti edizioni del Festival, ma anche delle fasce di spettatori più giovani, attirati da nomi ad alto tasso di follower e generi musicali tra i più in voga del momento.
Sotto la conduzione di Claudio Baglioni (che ne è anche il direttore artistico), Claudio Bisio e Virginia Raffaele, Sanremo 2019 potrebbe stupirci, se non con effetti speciali, con una ventata di novità, presenze e piccole “trasgressioni alla regola” che promettono di traghettare (finalmente?) il Festival della Canzone Italiana sulla sponda della contemporaneità. Ecco qualche spunto da tenere in considerazione…

1. Quest’edizione 2019 del Festival apre “ufficialmente” anche a generi musicali inediti sul palco dell’Ariston, (che diventerà “il più ampio” da quando esiste il Festival sia in termini fisici che metaforici):  unisce infatti alla canzone melodica italiana nuove proposte pop, rock, indie dando il benvenuto anche al rap.

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2. Non mancheranno volti e voci particolarmente amati e seguiti dalle generazioni Millennial e Z: Achille Lauro, Irama, i due vincitori di Sanremo Giovani Einar e Maahmod, il rapper avellinese Ghemon nonché Ultimo, vincitore di Sanremo Giovani edizione 2018, che torna quest’anno sul palco dell’Ariston fra i big. Proprio il cantautore romano classe 1996, all’anagrafe Niccolò Moriconi, sarebbe stato designato dai bookmaker quale papabile vincitore del Festival edizione 2019 nella finale del 9 febbraio.

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3. Oltre alle icone della musica d’autore italiana, come Patti Pravo, Loredana Berté, Paola Turci e Arisa, a salire sul palco dell’Ariston ci saranno personaggi della scena più “alternativa”: dai Negrita, rock band tra le più longeve d’Italia, che torna a Sanremo per la seconda volta dal 2003, a Francesco Motta, il 32enne musicista e polistrumentista toscano, già vincitore della Targa Tenco per la Migliore Opera Prima nel 2016 e successivamente nel 2018 per la categoria Miglior Disco in Assoluto, considerato una delle più interessanti personalità artistiche emerse in Italia negli ultimi anni.

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4. La serata dei duetti, in programma per l’8 febbraio, prevede l’interessante presenza di cantanti e musicisti della scena glam rock internazionale: da Tony Hadley, ex leader della band degli Spandau Ballet, che si esibirà insieme alla cantante Arisa, a Morgan, che affiancherà Achille Lauro, a Manuel Agnelli che si esibirà insieme a Daniele Silvestri. Ad affiancare Motta ci sarà invece Nada, storica icona del pop anni ‘60/’70 che a 65 anni riemerge sulla scena italiana più underground, con un nuovo album di forte matrice rock. In questi anni, l’artista è tornata in auge a livello di popolarità grazie anche alla serie The Young Pope del regista Paolo Sorrentino che ha scelto un suo brano storico, Senza un perché, come colonna sonora della fiction tv. Brano recentemente riproposto anche dal gruppo dei Bowland a X Factor 2018.

Nada (Getty Images)

Nada (Getty Images)

5. Suscita attenzione e grande attesa, infine, l’annuncio di alcuni superospiti. Tra i nomi già confermati ci sarebbero anche quelli di Marco Mengoni (già vincitore dell’edizione 2013 del Festival) ed Elisa, Alessandra Amoroso e Luciano Ligabue. Ancora da confermare, invece, la possibile presenza di star internazionali come Ed Sheeran, Laura Pausini e quello della popsinger, idolo delle teenagers, Ariana Grande.

Marco Mengoni (Getty Images)

Marco Mengoni (Getty Images)

 

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