Alexander McQueen, genio della moda

0
17

âˆADeniau2011_lee00-0336

A scuola non era particolarmente brillante, e occupava il tempo delle lezioni disegnando vestiti. Con il sussidio di disoccupazione comprava le stoffe che gli sarebbero servite a realizzare i modelli che aveva in testa. Modelli che già allora nascevano con una mission: suscitare emozioni in chi li avrebbe guardati. Non necessariemente piacevoli, ma indelebili e forti.
«Ero un teppista dell’East End che sapeva usare l’ago», diceva di se stesso Alexander McQueen. Ma evidentemente era molto di più. In quello scenario opaco e periferico si muoveva un talento artistico straordinario, il punk ribelle che in pochi anni e senza trampolini sarebbe “uscito” dalla working class inglese per conquistare l’alta moda parigina.

Il biopic Alexander McQueen. Il genio della moda, diretto da Ian Bonhôte e Peter Ettedgui e nelle sale dal 10 al 13 marzo, ricostruisce la vita straordinaria di questo enfant prodige e terrible al tempo stesso. Lo fa attraverso interviste esclusive ai famigliari e agli amici, materiale d’archivio e splendide immagini riprese dalla sue sfilate-spettacolo. Il film offre da un lato un ritratto entusiasmente della vita di McQueen e della sua personalità. Dal suo apprendistato alla prestigiosa scuola di sartoria di Savile Row fino alla sua prematura morte all’età di 40 anni, racconta la storia rompendo le regole della narrazione documentaria, attraverso un mosaico composto da molteplici frammenti che generano un ritratto unico, sfaccettato e rivoluzionario. Dall’altro svela il network di relazioni e affetti che ha reso possibile, concretamente, il salto di Lee (come lo chiamavano le persone a lui più vicine) verso la celebrità. La nascita del genio McQueen è stata possibile soprattutto grazie all’aiuto di amici che hanno deciso di aiutarlo senza pretendere in cambio nessuno compenso. Ogni nuova collezione implicava una nuova richiesta di soldi da rivolgere ad amici, parenti e sostenitori. Dopo un evento che aveva riscosso un grande successo, Lee ammette di essersi trovato a pensare: «La sfilata è andata bene, certo. Ma come farò domani per procurami una bottiglia di latte?».

012_13A-155

Diviso in cinque capitoli, accompagnato da una straordinaria colonna sonora, il film sottolinea i momenti fondamentali della vita del designer attraverso una selezione dei suoi spettacoli più personali e iconici: “Jack the Ripper Stalks His Victims” del 1992; “Highland Rape”, il suo spettacolo più controverso; “Search for the Golden Fleece” la prima collezione disegnata per Givenchy; “Voss”, un’esplorazione della bellezza e della follia. Il capitolo finale, “Plato’s Atlantis” traccia un viaggio che ha inizio con la collezione realizzata in memoria della grande amica e musa Isabella Blow morta suicida, e culmina con lo show finale e ultraterreno realizzato prima che McQueen stesso si togliesse la vita.

L’articolo Alexander McQueen, genio della moda sembra essere il primo su Glamour.it.