Coagulazione del sangue: come leggere le analisi

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Quando vai a fare gli esami del sangue, le analisi fanno luce su vari aspetti della tua salute. Fra questi, deve essere compresa la valutazione della capacità di coagulazione del sangue.

Che cosa significa coagulazione del sangue? 

È un meccanismo in equilibrio che permette da una parte di mantenere il sangue in uno stato fluido per evitare che si formino coaguli e dall’altra di riparare le grandi o le piccole lesioni dei vasi sanguigni e dei tessuti contrastando così ogni forma di perdita di sangue. È un processo complesso in cui intervengono una serie di «fattori» che possono essere attivati attraverso una “via intrinseca”, di origine plasmatica, o attraverso una “via estrinseca”, che origina dal danno tissutale. Nel processo della coagulazione entrambe queste modalità di attivazione convergono in una “via comune”, che porta alla formazione della fibrina (una specie di colla necessaria per il consolidamento del tappo emostatico e la successiva riparazione tissutale).

Che cos’è il tempo di protrombina?

Il PT (o tempo di Quick) indica il buon funzionamento di uno dei meccanismi della coagulazione (via estrinseca). È sensibile ai fattori vitamina K dipendenti e ad una classe di anticoagulanti orali (dicumarolici).

I valori normali di PT

Uomo/donna: 12-15 secondi

Uomo/donna: attività protrombinica 70-100%

I valori alterati di PT

Valori più alti: carenza di alcuni fattori della coagulazione, malattie del fegato, carenza di vitamina K, terapie con anticoagulanti.

Che cos’è il tempo di tromboplastina parziale?

Il PTT valuta il processo di coagulazione del sangue in rapporto ai fattori della «via intrinseca» ed è sensibile ai fattori antiemofilici ed alla terapia con eparina.

I valori normali di PTT

Uomo/donna: 25-40 secondi.

I valori alterati di PTT

Valori più alti: carenza di alcuni fattori legati alla coagulazione.

Parola all’esperto

Approfondisci con la videointervista a Francesco Onida, professore associato di Ematologia, dipartimento di Oncologia e Emato-Oncologia dell’Università degli Studi di Milano che ha curato anche questo testo, e ricorda sempre che il referto deve essere controllato e interpretato dal tuo medico.

 

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