Il cervello delle donne sopporta di più il dolore

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Non è solo un modo di dire o uno stereotipo impugnato da mogli, fidanzate, sorelle, amiche: le donne sopportano di più il dolore, lo dicono anche gli ultimi dati emersi dal VII Congresso Federdolre-SICD di Roma. Parliamo di dolore cronico, quello che nasce da patologie comuni come il mal di schiena e la cefalea e poi si cronicizza, anche in giovane età.

Il cervello femminile maschera e sopporta

Durante il congresso, il sesso femminile è emerso come il più sensibile, ma anche come il più capace di lottare per sopportare il dolore. Spesso le donne lo scacciano mentalmente, simulano di stare bene e stringono i denti perché troppo occupate a gestire casa e lavoro. La fotografia scattata dagli esperti vede oltre 10 milioni di donne alle prese con il dolore cronico (ecco quando si manifesta e come si cura) dovuto soprattutto a emicrania, fibromialgie, lombalgie, dolore pelvico e post operatorio (per approfondire: il 60% delle donne convive con il male dopo un intervento a causa di un tumore).

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I numeri del dolore cronico

Un italiano su quattro (circa 15 milioni di italiani) soffre di dolore cronico. Di questi, circa la metà ha meno di 50 anni e un quinto soffre da oltre vent’anni. Il dolore viene sopportato o sottovalutato in quasi un terzo dei casi (il 29%) oppure curato con antidolorifici non specifici (23%). E a pagarne di più sono è la popolazione femminile che supera 10 milioni di casi.

Curato male

Il problema dell’utilizzo sbagliato dei farmaci per trattare questo tipo di dolore è sempre attuale. In Italia un paziente su quattro è curato con le terapie sbagliate e molti pazienti trattano il male con i Fans, antinfiammatori non steroidei, di cui spesso si rischia un abuso.

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L’esperto: sopportare non fa bene

«Questo dato conferma un aspetto culturale presente nell’immaginario comune, tale per cui si pensa che la donna sia predisposta a “sopportare” il dolore, come se avesse una maggiore resistenza » spiega Giuliano De Carolis, Presidente Federdolore-SICD. «Purtroppo viene definito come un segnale di debolezza che invece si manifesta in una forza adattiva e protettiva. Questa maggiore suscettibilità al dolore trova ragione anche nelle caratteristiche di genere, che si manifestano a livello sensitivo ed emotivo per differenze anatomiche, ormonali e fisiologiche. Spiego sempre che è “normale” sopportare il dolore, ma senza esagerare. Perché rivolgersi agli specialisti giusti mette al riparo da ripercussioni sulla propria qualità di vita e chi ruota intorno».

 

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