Vaccino antinfluenzale 2019

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Vaccino antinfluenzale 2019: è partita la campagna contro i virus che circoleranno nel 2019 e nel 2020. Si calcola che in questa stagione l’influenza colpirà circa sei milioni di italiani. A questi si aggiungeranno le sindromi parainfluenzali, provocate dalle altre centinaia di virus in circolazione, come ad esempio Adenovirus, Rhinovirus, virus sinciziale respiratorio, che colpiranno otto milioni di persone. Per tenere il più possibile alla larga l’influenza o, se non altro, per renderne minore l’impatto, l’arma vincente è giocare d’anticipo.

Il vaccino antinfluenzale è l’arma di prevenzione più potente

Il miglior modo per farlo è senza dubbio sottoporsi al vaccino antinfluenzale. «Ogni anno sono quattro i virus contro i quali ci dobbiamo immunizzare. Due del ceppo A (H1N1 e H3N2) e due del ceppo B, che sono contenuti nel vaccino quadrivalente», spiega Roberto Burioni, professore ordinario di microbiologia e virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. «La vaccinazione, la cui protezione inizia nell’arco di due settimane dall’inoculazione e dura circa otto mesi, non garantisce la protezione totale dal virus, ma riduce notevolmente la probabilità di contagio. È indispensabile per le persone più a rischio. A loro è offerto gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale. Le categorie comprendono:  anziani, malati cronici affetti, ad esempio, da patologie dell’apparato cardiovascolare, del fegato, dell’apparato respiratorio, da diabete e da insufficienza renale, malati di tumore, donne in gravidanza».

Il vaccino antinfluenzale è fondamentale per i malati cronici

Nell’ultima campagna è stato vaccinato in media solo il 23% di loro, andando dal 27,1% nel caso dei diabetici a un misero 13,6% nei pazienti affetti da patologie del fegato. Bassissima la copertura tra le donne in gravidanza, che a stento raggiunge l’1,7%. Risultati, questi, assai lontani dall’obiettivo di copertura minima del 75% (l’ideale sarebbe il 95%). Questa metà è stata fissata dall’Organizzazione mondiale della sanità per anziani e persone a rischio.

«Per far sì che le vaccinazioni antinfluenzali aumentino, occorre puntare soprattutto su comunicazione e informazione ai cittadini», sostiene Burioni, «senza dimenticare che un ruolo fondamentale nel promuovere i vaccini viene svolto dal medico di famiglia, che è prossimo al paziente e che conosce i suoi bisogni assistenziali».

Come funziona il vaccino antinfluenzale 2019?

Per comprenderlo occorre partire dal virus dell’influenza, una particella sferica costituita, all’interno, da proteine (matrice) che determinano il tipo di virus:

● A, che provoca epidemie e pandemie;
● B, che causa piccole epidemie soprattutto nei bambini;
● C, che provoca forme più lievi.

«All’esterno, invece, il virus influenzale è rivestito da un involucro formato da un doppio strato di lipidi, ricoperto da una sorta di spine costituite da due proteine, emoagglutinina (H) e neuraminidasi (N), che consentono al virus di aggredire l’organismo», prosegue l’esperto. «In particolare, la proteina H permette al virus di aderire, tramite alcuni recettori, alla superficie delle cellule che rivestono l’apparato respiratorio, mentre la proteina N provoca la liberazione del virus dalle cellule infettate una volta avvenuta la replicazione virale». Ebbene, gli attuali vaccini, formati da frammenti inattivati di emoagglutinina e neuroaminidasi, puntano a stimolare il sistema immunitario.

Il vaccino antinfluenzale va rifatto ogni anno, perché i virus cambiano 

A causa della camaleontica trasformazione delle proteine non vi è mai una perfetta coincidenza tra l’ipotesi e la realtà, con il risultato che il sistema di difesa dell’organismo è in grado di riconoscere i virus, e quindi di contrastarli, solo parzialmente. Quanto più le modificazioni sono rilevanti tanto più l’epidemia sarà forte. Se i cambiamenti sono sostanziali, come accade quando i virus umani si combinano con quelli animali (riassortimento genico), ad esempio degli uccelli o dei maiali, può originarsi un nuovo virus particolarmente aggressivo, in grado di provocare un’epidemia addirittura a livello mondiale, ovvero una pandemia. Per dare un’idea della grande mutevolezza del virus, basti pensare che dal 1968 a oggi si sono verificate oltre 4mila mutazioni e quattro pandemie.

Si lavora a un vaccino antinfluenzale universale

Già da alcuni anni gli studiosi di Vaccitech, un’azienda fondata da alcuni scienziati del Jenner Institute dell’Università di Oxford, in Inghilterra, stanno sperimentando un vaccino che, anziché tenere conto delle proteine esterne del virus, è costruito sulla base di quelle interne, che sono invariabili. Per intenderci, possiamo fare un paragone con il corpo umano: è come se il vaccino tradizionale fosse costruito su una caratteristica esterna variabile, come i capelli neri o gli occhi azzurri, mentre quello in sperimentazione fosse focalizzato sugli organi interni, quali cuore, polmoni, fegato. Nel primo caso, risulterebbero protetti solo gli individui portatori di determinate caratteristiche, nel secondo tutte le persone. Tuttavia, se tutto andrà bene, il nostro prodotto potrebbe essere pronto per il 2024-2025».

Le regole d’oro della prevenzione

Oltre al vaccino, che resta un caposaldo della prevenzione, non mancano altri consigli utili a rinforzare le difese immunitarie e a tenere alla larga i famigerati virus.

● Alimentazione

In generale, è bene limitare il consumo di zuccheri e di grassi e consumare tre porzioni di verdura e due di frutta al giorno, meglio se di stagione. Bando alle diete drastiche (sotto le 1.200 calorie giornaliere), che hanno l’effetto di indebolire l’organismo, rendendolo più vulnerabile alle infezioni.

● Integratori

In caso di particolari carenze, e sempre dietro consiglio del medico, si può ricorrere a integratori di vitamine C, D, E, zinco, probiotici, carotenoidi, omega 3. Ci sono anche integratori a base di piante, come echinacea, ginseng, olivello spinoso, bacche di goji, papaya fermentata. Questi prodotti si acquistano in farmacia, parafarmacia, erboristeria senza ricetta. Di solito è consigliata l’assunzione in cicli, con un periodo di sospensione, rispettando i dosaggi indicati nel «bugiardino».

● Stili di vita

➜ Lavate regolarmente le mani con acqua e sapone. Il lavaggio, della durata di almeno 40-60 secondi, deve prevedere accurato sfregamento, abbondante risciacquo, attenta asciugatura.
➜ Non mangiate le unghie per evitare di introdurre, attraverso la bocca, germi e virus presenti su superfici e oggetti.
➜ Evitate gli sbalzi termici che, nel passaggio dal caldo al freddo, favoriscono l’attacco dei virus.
➜ Dormite otto ore. Non riposare a sufficienza porta a un possibile cedimento delle difese immunitarie.
➜ Fate movimento. L’attività motoria aumenta la funzionalità dei macrofagi, le cellule che ricoprono il ruolo di «spazzini» dell’organismo.
➜ Combattete lo stress, che aumenta la quantità di cortisolo in circolo, un ormone che interferisce con la risposta immunitaria e aumenta la suscettibilità alle infezioni. Provate a praticare yoga o pilates oppure semplicemente a fare una passeggiata nel verde.

● In casa

➜ Arieggiate la casa ogni giorno per circa 45 minuti, il tempo giusto per consentire il ricambio di aria e allontanare gli agenti infettivi.
➜ Mantenete le giuste umidità e temperatura. In casa, d’inverno, dovrebbero esserci non più di 20-22 gradi con il 40-50% di umidità relativa. Per mantenere gli ambienti sufficientemente umidificati si può usare, al bisogno, un umidificatore.
➜ Tenete la casa pulita, spolverando regolarmente i mobili e le suppellettili.

Il vaccino antinfluenzale cerotto

In attesa del vaccino universale gli esperti stanno studiando il modo per rendere più semplice e rapida l’annuale vaccinazione contro l’influenza. Una ricerca americana ha testato con successo su 100 persone di età compresa tra i 18 e i 49 anni il cerotto a micro-aghi. Si tratta di un supporto adesivo di circa un centimetro quadrato ricoperto di 100 microscopici aghi che incapsulano il vaccino antinfluenzale. Una volta applicato il dispositivo sulla cute, in una ventina di minuti gli aghi si dissolvono rilasciando il farmaco. Il principio attivo stimola una risposta immunitaria simile a quella provocata dalla tradizionale vaccinazione con ago e siringa. Il patch si conserva per un anno e ha il vantaggio di poter essere applicato a casa, senza necessità di recarsi in ambulatorio, e di essere accettato con facilità anche dai bambini. I risultati di sicurezza ed efficacia devono ora essere confermati da indagini più ampie.

FONTE: Ministero della Salute

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