Il tè è un antidepressivo?

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Se ne parla tanto tra i giovani, ma la depressione è un disturbo comune anche tra le persone anziane. Si stima che circa il 7% degli over 60 ne sia colpito. Ricerche in corso stanno cercando di identificare possibili cause: predisposizione genetica, stato socio-economico e relazioni con la famiglia, partner e la società in generale.

Il tè come antidepressivo

Uno studio della National University of Singapore (NUS) e della Fudan University of Shanghai ha però avanzato un’altra eventualità. Perché chi beve tè regolarmente, hanno scoperto i ricercatori, ha livelli di depressione inferiori. I risultati del lavoro sono stati pubblicati sulla rivista BMC Geriatric: non stabiliscono un nesso causa-effetto tra il tè e la salute mentale, ma mettono in evidenza una forte associazione tra le due parti. «Il nostro lavoro suggerisce un effetto protettivo nei confronti del declino cognitivo relativo all’età» spiegano gli autori.

I rinomati benefici del tè

Non è la prima volta che uno studio rileva proprietà benefiche del tè anche nei confronti delle funzioni cognitive: in questo articolo, ad esempio, puoi scoprire tutti gli effetti positivi di una tazza al giorno. I composti contenuti nel tè (in particolare la catenine, le teanine e la caffeina) possono migliorare infatti l’umore, le abilità cognitive, la salute cardiovascolare e in generale prevenire alcune patologie croniche.

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Tuttavia, definire il preciso ruolo del tè nella prevenzione della depressione è difficile. Specialmente a causa del contesto in cui le persone di solito lo bevono. Nel Paesi come la Cina, l’interazione sociale legata al consumo di questa bevanda può da sola spiegare parte dei suoi benefici.

Antidepressivo soprattutto tra i 65-79 anni

I ricercatori hanno analizzato i dati di 13.000 persone che hanno preso parte al Chinese Longitudinal Healthy Longevity Survey (CLHLS) tra il 2005 e il 2014. Oltre al consumo costante di tè, altri fattori sono stati individuati come “riduttori” della depressione: lavorare in città, l’educazione, il matrimonio, stabilità finanziaria, salute e coinvolgimento sociale. I dati hanno anche suggerito che i benefici del bere il tè sono più forti negli uomini dai 65 ai 79 anni. I ricercatori suggeriscono una spiegazione: «È probabile che siano più evidenti nelle prime fasi di deterioramento della salute mentale».

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I bevitori di tè, inoltre, mostravano anche una maggiore funzione cognitiva e fisica ed erano più coinvolti socialmente. Dall’altra parte, però, avevano anche maggiori probabilità di bere alcolici e fumare.

Nuovo obiettivo: scoprire il tipo
di tè “più” antidepressivo

Gli esperti ora desiderano capire di più sulle potenzialità del tè a seconda della tipologia: «Questo nuovo ciclo di raccolta di dati ha distinto diversi tipi di tè, come il tè verde, il tè nero e il tè oolong in modo che potremmo vedere quale tipo funziona davvero per alleviare i sintomi depressivi».

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