Reati discriminatori in calo nel 2019, 3 su 4 sono di matrice razzista

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Meno reati discriminatori rispetto al 2018, ma la maggior parte sono a sfondo razzista. E’ quanto emerge dai dati dell’Oscad, l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, l’organismo interforze istituito nel 2010 per prevenire i crimini d’odio. Nel 2019, dicono i dati, diminuiscono i reati di matrice discriminatoria anche se 3 su 4 hanno a che fare con la razza: si sono registrati 969 reati, 2,6 al giorno, uno ogni 9 ore, a fronte dei 1.111 del 2018. Gli hate crimes che hanno a che fare con la razza sono 726.

Poche denunce

Il monitoraggio dei reati, dice l’Osservatorio, sconta però due grossi problemi: la mancanza di denunce – il cosiddetto ‘under reporting’ – che determina una sottostima del fenomeno, e il mancato riconoscimento della matrice discriminatoria da parte delle forze di polizia e degli altri attori del sistema della giustizia penale, tecnicamente detto ‘under-recording’. Andando poi ad analizzare le varie tipologie di reato, emerge che il calo riguarda nel complesso le aggressioni fisiche (da 205 a 191), i furti e le rapine (da 112 a 72), i danni materiali (da 85 a 67), le profanazioni di tombe (da 188 a 147), gli attacchi contro i luoghi di culto (da 50 a 0), le minacce e i comportamenti minacciosi (da 142 a 99). Aumentano, invece, gli incitamenti alla violenza, passati da 232 a 251, le turbative della quiete pubblica (da 61 a 96) e gli atti di vandalismo (da 15 a 28). E sul fronte del razzismo e della xenofobia crescono anche gli incitamenti alla violenza, passati da 220 episodi a 234, le turbative della quiete pubblica (da 49 a 91) e gli atti di vandalismo (da 5 a 10). Tra i reati che hanno a che fare con l’orientamento sessuale, ad aumentare sono invece gli incitamenti alla violenza (da 5 a 12) e gli atti di vandalismo (da 3 a 18).

“Maggiore inclusività”

“Non è più accettabile che ci siano episodi di violenza verso il diverso, che prendono di mira la razza, il colore della pelle, l’orientamento sessuale. Sono troppi e su questo dobbiamo lavorare”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese nel suo intervento al convegno “le vittime dell’odio” ribadendo che il compito delle istituzioni e della politica “è rendere il paese piu’ inclusivo” e porre un freno alla “contrapposizioni”. “Dobbiamo fare in modo che questo linguaggio violento sia fatto fuori” ha aggiunto.