Treno deragliato Lodi, accertamenti confermano inversione cablaggi

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Sono stati ultimati gli accertamenti tecnici dei consulenti incaricati dalla Procura di Lodi di far luce sulle cause del deragliamento del Frecciarossa 1000 che lo scorso 6 febbraio ha provocato la morte di due macchinisti e il ferimento di 31 persone (FOTO E VIDEO DALL’ALTO – LE VITTIME). “Gli accertamenti effettuati hanno confermato l’inversione dei cablaggi dell’attuatore numero 5, che era già emersa all’esito delle prime verifiche effettuate sul campo”, ha spiegato il procuratore della Repubblica di Lodi Domenico Chiaro, aggiungendo che gli accertamenti “hanno anche, nel contempo, escluso che analogo difetto fosse presente negli altri sei dispositivi dello stesso lotto che erano stati sequestrati in via cautelativa presso il deposito di Livraga, come già avvenuto per i restanti attuatori del medesimo lotto già in servizio sulla rete ferroviaria”.

Area dissequestrata

Le operazioni si sono svolte alla presenza dei difensori e dei consulenti degli indagati e delle società nei confronti delle quali si procede. “Grazie anche al lodevole impegno di tecnici e operai messi a disposizione da Rfi, nominati ausiliari di polizia giudiziaria – ha spiegato Chiaro – e delle altre persone che hanno lavorato nella giornata di ieri, sabato, e in quella di oggi, ininterrottamente, è stato possibile effettuare tutte le prove e le verifiche ritenute necessarie dai consulenti, tanto da consentire questa sera l’emissione del provvedimento di immediato dissequestro e restituzione del resto dell’area coinvolta nell’incidente e dell’edificio del Posto Movimento di Livraga”.

Procuratore: “Ripresa Alta Velocità dipende da ente gestore”

“La ripresa della normale circolazione dei treni dell’Alta Velocità – ha concluso il procuratore – dipende a questo punto dall’ente gestore che, peraltro, ha già potuto iniziare i lavori di ripristino nei giorni scorsi, grazie al provvedimento di dissequestro parziale emesso dalla nostra Procura”.