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I Paesi migliori in cui trasferirsi

I Paesi migliori in cui trasferirsi

“L’Italia non fa più per me”. Quante volte abbiamo sentito e pronunciato questa frase. Forse una di troppo. Colpa delle poche opportunità di lavoro, dell’incertezza per il futuro o semplicemente di tanta voglia di cambiare, magari ricostruendosi una nuova vita all’estero. Sì, ma dove andare? Gli elementi considerati per l’indagine sono diversi: l’impatto sulla famiglia, il contesto di vita, le prospettive lavorative, i servizi e l’ambiente sociale.


10. Australia – Lo stipendio medio in Australia si attesta sui 30mila euro l’anno, decisamente un bel salto rispetto agli standard nostrani.Andare a mangiare fuori e poi al cinema costa circa 50 dollari, che sono pero’ meno di due ore lavorative considerando lo stipendio medio al netto delle tasse.Lo stesso vale per gli affitti, infatti uno monolocale puo’ costare anche 2000 $ al mese, ma lo stipendio medio australiano e ‘di circa 4.000 dollari al mese. Quindi le cose si rimettono in prospettiva.Entrando più nel dettaglio delle città australiane possiamo prendere in esame i due casi più classici nella terra dei canguri: Melbourne e Sydney.La prima è una città dallo stile europeo, con una buona presenza di italiani, meta ideale per chi, oltre alle opportunità lavorative, volesse arricchire le proprie esperienze artistiche e culturali.


9. Canada – Come si vive in Canada? Decisamente meglio rispetto agli Stati Uniti. Non solo o non tanto per il livello degli stipendi, quanto per l’ottimo funzionamento dei sistemi sanitario e scolastico.Il mercato del lavoro canadese è in buona salute, confermato dal fatto che nel maggio 2013, erano presenti 225.000 posti di lavoro inoccupati (sebbene in calo rispetto all’anno precedente). La parità tra i sessi è ben tutelata e la percentuale di donne che lavora è del 69%, abbastanza prossima a quella maschile (75%). Nel gennaio 2013 il tasso di disoccupazione ha raggiunto quota 7,1%, che rappresenta il livello più basso degli ultimi quattro anni.Il Canada ha da sempre attirato molte persone, sia per l’aria pulita che per i paesaggi mozzafiato. Ovviamente è una nazione fredda, non troverete spiagge buone nemmeno in estate. Il Canada è famoso per l’alto livello di sicurezza e le grandi occasioni lavorative.


8. Nuova Zelanda – Come la vicina Australia, e anche meglio, l’arcipelago neozelandese è uno dei paesi al mondo dove si vive meglio grazie all’ottimo sistema sanitario e alla eccellente qualità dell’ambiente. Quanto costa vivere in Nuova Zelanda? I costi della vita sono in linea con gli stipendi e in linea generale sono in media poco più alti di quelli italiani anche per il fatto che, nello specifico la percentuale delle tasse è del 16%. Le città neozelandesi Melbourne e Sydney sono leggermente più care di Wellington ma uscendo dalle città il costo della vita è decisamente più basso. Il costo dei servizi è adeguato agli stipendi ma la spesa al supermercato è leggermente più alta in proporzione visto che molti prodotti sono importati.


7. Olanda – I Paesi Bassi sono senz’altro uno dei paesi più vicini dove vivere bene e in tranquillità. La disoccupazione praticamente non esiste e c’è grande attenzione al tempo libero dei lavoratori.L’Olanda gode di un buon mercato del lavoro, dove la crisi economica europea si è fatta appena sentire e dove molte società investono in settori diversi, molti dei quali sono lungimiranti al futuro. Infatti nei Paesi Bassi ci sono dei forti investimenti legati al settore delle energie rinnovabili, una manovra che fa dell’intera nazione una delle meno inquinate al mondo e che allo stesso tempo crea lavoro. Si tratta ovviamente di un giro di posti di lavoro che richiedono determinate specializzazioni.


6. Finlandia – Ottime opportunità di lavoro, eccellente sistema scolastico, grande attenzione al welfare: ecco perché la Finlandia, oltre ad offrire stipendi tra i più alti al mondo, è anche uno dei paesi dove si vive meglio.Moltissimi sono gli aspetti positivi ed innovativi della Finlandia, Tra questi vi è sicuramente quello di un’istruzione di qualità ed aperta a tutti, in quanto appunto l’istruzione è gratuita perché considerata uno dei servizi pubblici primari da offrire ad ogni cittadino.La Finlandia non è solo efficienza e risorse per tutti, ma soprattutto paesaggi e natura mozzafiato oltre a caratteristiche geofisiche uniche al mondo


5. Israele – Vivere al caldo
guadagnando un sacco di soldi? Ad Israele si può, a dispetto dell’elevato rischio attentati e della situazione politica sempre in bilico. In termini di occupazione, in Israele circa il 68% delle persone di età compresa tra 15 e 64 anni ha un impiego retribuito, al di sopra del tasso medio di occupazione OCSE (66%).

4. Norvegia – Il 75% dei norvegesi lavora, il tasso di criminalità è bassissimo, i servizi offerti sono di alta qualità: può bastare?La Norvegia è sicuramente uno dei posti migliori al mondo in cui vivere oggi. E’ un paese sano, con delle persone gentili e rispettose; ha molte opportunità da offrire, e sotto molti aspetti è un modello da seguire. E’ davvero il paese con il più alto tenore di vita, e questo lo si respira perfino nell’aria, nella tranquillità e serenità che trasmette la gente.


3. Svizzera –Letteralmente a due passi dall’Italia, la Svizzera è un paese dal tasso di disoccupazione irrisorio e dalle elevate aspettative di vita.Mezzi di trasporto efficienti, elevata qualità della vita e dell’aria, un contatto continuo con la natura, condizioni di lavoro più che dignitose, multiculturalità.naturalmente va forte in termini di salari: in media gli espatriati guadagnano 188mila dollari l’anno, margine di manovra che consente loro fruttuosi investimenti e risparmi.

2. Islanda – In Islanda l’82% dei cittadini lavora e anche chi vive ai margini della società, per esempio gli ex carcerati, ha ottime opportunità di reinserimento e di impiego. Fa freddo? Pazienza.Con una disoccupazione tra le più basse del mondo occidentale (4,3%), l’Islanda mostra di essere un paese ricco di possibilità lavorative. E non è tutto, l’obiettivo dichiarato del primo ministro Gunnlaugsson è quello di far scendere il tasso di disoccupazione al 2%. Chapeau!

1. Danimarca – Stipendi elevati, ottime opportunità di realizzazione personale, efficienza in tutti i settori: forse per il futuro conviene imparare un po’ di danese.La maggiore parte dei lavoratori a Copenhagen opera nel settore terziario e nel settore pubblico (includendo sanità e istruzione).
La tipologia di lavoro disponibile è quindi collegata ai trasporti, alle telecomunicazioni, al commercio, alla finanza, al turismo e alla ricerca e sviluppo.

 

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Redazione

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