1. Scegli le newsletter che ti corrispondono
  • Cucina
  • Curiosità
  • Lavoro
  • Moda

  • Risparmio
  • Sport & Auto
  • Tempo Libero
  • Uncategorized

2. Iscriviti per riceverle

Viaggio tra i sapori Pugliesi

Viaggio tra i sapori Pugliesi

Oltre ad essere conosciuta per le innumerevoli spiagge e fantastici paesaggi, la Puglia attira gente da tutto il mondo per le sue prelibatezze enogastronomiche. Allora partiamo in questo viaggio culinario e scopriamo i sapori e le ricette del gusto pugliese.

Un’eccellenza: l’olio extravergine di oliva pugliese
È innegabile che tra i prodotti pugliesi di maggior successo, capaci di conquistare il palato non soltanto di chi vive nella nostra regione bensì anche in Italia e nel mondo intero, si trova l’olio extravergine di oliva: contraddistinto da un sapore e da un profumo inconfondibili, questo prezioso condimento è quanto di più salubre si possa utilizzare per mantenere una dieta corretta senza comunque rinunciare al buon gusto.L’olio pugliese, ha un serie di gradazioni di colore che vanno dal giallo oro intenso al verde scuro, in origine il colore è più intenso, e con il tempo tende a schiarirsi. Alcune qualità di olio possono presentare un aspetto torbido che deriva da speciali tipi di produzione e lavorazione delle olive che intendono mantenerne inalterate alcune proprietà senza imporre all’olio processi di chiarificazione che lo privano di alcuni elementi, ma generalmente l’olio si presenta limpido e trasparente.La qualità dell’olio, ciò che lo rende così speciale e prelibato deriva anche e soprattutto dalle tecniche di raccolta e di lavorazione delle olive, che nella regione viene fatta esclusivamente a mano, dando la possibilità agli operatori di selezionare i frutti, di scartare quelli malati o danneggiati, per evitare che il prodotto finito non sia della qualità voluta e compromesso da muffe e fermentazioni.E poi, la bontà: quando stappate una bottiglia di olio pugliese sentite fuoriuscire una poesia di aromi, che ricordano il fresco profumo dell’erba, la fragranza della macchia mediterranea e la frutta.
Se poi lo assaggiate, un filo di olio su un cucchiaio, così com’è, crudo, oppure su un pezzo di pane fragrante ne sentirete il gusto prelibato. Al primo impatto fruttato, morbido e avvolgente, e, nelle qualità più intense, un leggero pizzicore, un retrogusto gradevolmente amaro e qualche nota piccante.


La focaccia barese è un prodotto lievitato da forno tipico della Puglia. È diffusa specialmente nelle province di Bari, Barletta-Andria-Trani, Taranto e Foggia, dove la si può trovare abitualmente nei panifici. Nasce probabilmente ad Altamura o Laterza, come variante del tradizionale pane di grano duro, verosimilmente dall’esigenza di sfruttare il calore iniziale forte del forno a legna, prima che questo si stabilizzi sulla temperatura ideale per cuocere il pane. Prima di procedere all’infornamento delle pagnotte, si stendeva un pezzo di pasta di pane cruda su una teglia, lo si lasciava riposare un po’, dunque lo si condiva e infine lo si cuoceva.
Trattandosi di un prodotto della tradizione gastronomica popolare, la ricetta presenta numerose varianti, per lo più su base geografica.
Nella sua versione più tipica, la base della focaccia si ottiene amalgamando semola rimacinata, patate lesse, sale, lievito e acqua così da ottenere un impasto piuttosto elastico, molle ma non appiccicoso, che viene lasciato lievitare, steso in una teglia tonda unta con molto olio extravergine d’oliva, quindi lasciato lievitare di nuovo, condito e cotto, preferibilmente in forno a legna.
L’olio viene anche versato sulla superficie della focaccia insieme al condimento. Circa quest’ultimo, che va posto sull’impasto inderogabilmente prima della cottura, è possibile distinguere almeno tre varianti tradizionali:
-la focaccia per eccellenza, che prevede pomodori freschi e/o olive baresane[2];
-la focaccia alle patate, che prevede il ricoprimento dell’intera superficie superiore con fette di patata spesse circa 5 mm;
-la focaccia bianca, condita con sale grosso e rosmarino.
A tali varianti se ne affiancano altre, che di volta in volta prevedono l’aggiunta di peperoni, melanzane, cipolle o altre verdure.
Al termine della cottura, si sarà ottenuta una spianata più soffice della pizza con un’altezza di 1–3 cm. Va gustata calda per assaporarne appieno la fragranza.


Il tarallo pugliese nacque probabilmente agli inizi del 1400: prodotto povero e semplice, veniva preparato nelle case contadine ed offerto agli ospiti assieme a un bicchiere di vino. Le origini del suo nome sono controverse: secondo alcuni deriverebbe dal latino torrère, abbrustolire; secondo altri, invece, dal francese toral, essiccatoio. Altre due ipotesi lo fanno risalire al francese antico danal, cioè pane rotondo, o all’italico tar, avvolgere. Sembra, però, che l’origine più probabile sia greca, dalla parola daratos che significava “sorta di pane”. E proprio al posto del pane, ieri come oggi, si usa consumarlo.
Il tarallo ha avuto un tale successo in Italia e all’estero da diventare un vero e proprio prodotto tipico e recentemente ha conquistato la denominazione PAT, Prodotto Agroalimentare Tradizionale italiano.Nel suo impasto si trovano solo farina, vino bianco, olio extra vergine d’oliva e sale. A questi ingredienti di base, si possono aggiungere semi di finocchio, nella versione più classica, ma anche anice, zucchero, estratto di pomodoro e pezzetti di capocollo.


Il capocollo di Martina Franca conosciuto e ricercato già nel 700,per la sua dolcezza,il sapore e il suo caratteristico profumo. Insieme alla soppressata, alla pancetta e al salame, ottenuti dalle parti nobili del maiale,era quanto di meglio si potesse desiderare e custodire gelosamente, nelle fresche cantine in pietra delle numerose masserie e nei caratteristici trulli della Valle D’Itria.Il capocollo di Martina Franca è un insaccato tradizionale molto apprezzato non solo in Puglia ma in tutta Italia ed anche a livello internazionale. Anticamente, i suini allevati in Salento, nella zona di Taranto e più in generale in Puglia, venivano portati per essere macellati e lavorati a Martina Franca. La manodopera martinese, abbinata al clima eccezionalmente fresco, ventilato e secco, rappresentavano in connubio perfetto per la lavorazione degli insaccati. Durante tutto il Regno di Napoli e successivamente fino ad arrivare ad oggi, le carni e gli insaccati di Martina Franca sono state apprezzate e ricercate in tutto il mondo.
Il Capocollo di Martina Franca è la quintessenza dell’abilità dei macellai martinesi e racchiude in sè tutto l’aroma inconfondibile dei boschi di quercia e dell’aria frizzantina della Valle D’Itria.Perchè il Capocollo di Martina Franca è unicoPer il suo clima, la sua umidità e le sue temperatura medie, la Puglia non è una regione idonea per la produzione di insaccati e per la stagionatura dei salumi. Solo nella zona di Martina Franca l’uomo è stato capace di approfittare delle condizioni microclimatiche e biologiche uniche in tutta la regione dove poter dar vita ad un prodotto di livello così alto.

I pasticciotti sono i simboli della pasticceria salentina e sono formati da un guscio di pasta frolla croccante e un ripieno di crema pasticcera; la variante più comune prevede che il ripieno sia arricchito con delle deliziose amarene e noi le abbiamo provate in entrambe le versioni: buonissimi!
La nascita del pasticciotto risale almeno all’inizio del Settecento, e da allora ad oggi sono state proposte tante varianti a questo dolce che ha contribuito a rendere famosa la tipica cucina salentina. Spennellato di albume d’uovo prima della cottura in forno, il pasticciotto raggiunge la sua tipica doratura ambrata e lucida. Va consumato ancora caldo per rendere al palato tutte le migliori peculiarità del suo sapore: il profumo della crema e la consistenza della pasta frolla appena sfornata.
La tradizionalità del prodotto è assicurata dalla provenienza locale delle materie prime e dal metodo di produzione che avviene secondo tradizioni familiari che ne conservano tutte le caratteristiche qualitative.È tipica abitudine dei salentini consumare questo dolce appena sfornato e ancora caldo durante le prime ore della giornata per la prima colazione.
I pasticciotti sono dolcetti profumati che sembrano racchiudere tutto il colore e il calore del sole salentino!

Ora immaginiamo tutte queste prelibatezza enogatsronomiche in posti mozzafiato, che si affacciano sul mare, accarezzati dall’aria calda del mare misto al profumo di salsedine che increspa i capelli ma che ti fa assaporare la nota più profonda dell’orizzonte di questa immensità blu, origliando la più profonda musica popolare che fa ballare il sangue in tarantelle e pizziche.

 

Author Description

Redazione

No comments yet.

Add a comment